Camp del Rey

Nuovo prodotto

Il Camp del Rey, di colore verde topazio con bagliori dorati, si distingue per il suo chiaro flavour di olive verdi, che anticipano al palato un chiaro sentore di carciofo e di erbe fresche. Offre profumi intensi.

Solo di olive bosane dei più antichi e pregiati uliveti di Alghero, imbottigliato in una deliziosa anforetta.

Anforetta da 50 cl. Cultivar bosana 100% Estratto a freddo sotto i 27°

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9,00 € iva incl.

Dettagli

 La storia della nostra azienda olearia inizia ben tre secoli fa, con mio bisnonno, Efisio Fois, che nella seconda metà del 1800 conduceva gli oliveti del Marchese di Valverde. Il figlio, mio nonno, Antonio Gavino Fois, alla fine del 1800, si innamorò di Lucia Cadeddu, mia nonna,  si sposarono e unirono assieme alle loro vite anche i loro oliveti a Vessus ed Evangelez,  una delle zone più belle della campagna algherese. Un grande sogno, semplice quanto vero, fatto di tanto lavoro per migliorare  i grandi oliveti e garantire così un futuro sicuro ai cinque figli: infatti, nel frattempo erano nati Giovanni, Peppa, Efisio, Michele e Salvatore.

Nel 1913, a soli 43 anni, mio nonno morì. Negli ultimi anni lavorava assieme al fratello Giuseppe e, come succedeva in quei tempi nelle famiglie solide e unite, continuò a occuparsi  dell’azienda di famiglia, aspettando che crescesse Salvatore, il più piccolo dei nipoti, che alla morte del padre aveva solo tre anni. Perchè Salvatore? C’erano anche altri due maschi che però avevano preferito gestirsi la propria tenuta senza portare avanti l’attività d’impresa, di produzione e commercializzazione dell’olio. Non dimentichiamo che allora non si poteva vivere di solo olio, era necessario affiancare almeno l’ attività di pastorizia, certamente più redditizia e sicura.

Ma mio padre Salvatore aveva l’olio di Alghero nel sangue. Giovanissimo  acquistò un grande oliveto a Poglina: era il segno inequivocabile della sua determinazione a voler produrre e vendere olio. In piena seconda guerra mondiale sposò mia madre,  Giovannina Sechi e, come quello di mio nonno, sarà un amore fortificato dal legame con la terra. Anche mia madre possedeva un grande oliveto, a Calabona, vicino al mare, e portò in dote cinque tanche, di cui due olivetate.

Nel secondo Dopoguerra iniziò subito l’attività commerciale. Per diversi anni mio padre  ha gestito il frantoio Duprè-Ciriolo, vicino al lungomare Dante, e diversi oliveti. Il suo olio di Alghero è stato venduto in tutta la Sardegna e in Liguria. Per tanti anni è stato l’unico algherese a vendere olio a Cagliari, dove per tanti anni, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,  ha avuto un negozio per la vendita.

Anni di intenso lavoro, ma vissuti con grande serenità e con la determinazione di creare una vera azienda dell’olio di Alghero. E’ stato il  sogno di un  uomo e di un padre di famiglia. Alla fine degli anni ’50 prese in affitto il frantoio di Salvator Angelo Sechi, vicino alle carceri. Una costruzione realizzata prima della Seconda Guerra mondiale da Umberto Tedde, che gestiva l’appalto della nettezza urbana e là, in quella che allora era periferia, aveva costruito  il deposito e la sua casa, impiantando un piccolo frantoio a trazione animale, con il cavallo che faceva girare la macina. Nel secondo Dopoguerra era stato venduto a Salvator Angelo Sechi che, nel 1951, ristrutturò il frantoio e nel 1960 lo ammodernò con la pressa.

Quando mio padre prese in affitto il frantoio di Sechi aveva già in mente di acquistarlo, o almeno lo sperava. E la sua tenacia venne  premiata nel 1967 quando lo comprò per tre milioni e ottocentomila lire. E’ stata la mia scuola, e lì sono rimasto sino al 2000, quando finalmente ho costruito il nuovo e attuale frantoio.
Da giovane, nel vecchio frantoio, facevo l’olio con un sistema tradizionale a pressa con diaframma in fibra vegetale, in cocco per la precisione, e la macina a pressa è stata sostituita dall’estrazione a gocciolamento solo nel 1982.

Ma un passaggio importante era già avvenuto nel 1975, quando avevamo acquistato le prime macchine scuotitrici, eliminando la raccolta a mano delle olive, una ad una. Questo ci aveva permesso di espandere l’attività e aumentare anche l’estensione dei terreni in conduzione, molti dei quali oggi sono arrivati a contratti ultra trentennali.

Il secondo Millennio

Il nuovo frantoio, inaugurato nel maggio del 2000, per i  primi cinque anni ha lavorato con le vecchie attrezzature, il tempo necessario per rivedere tutto il ciclo della molitura, dallo stoccaggio delle olive al magazzino, dalla climatizzazione alla movimentazione. Uno studio certosino che nel 2004 ha portato all’acquisto e all’installazione del nuovo impianto, moderno e affidabile, con il controllo della temperatura e l’estrazione dell’olio a freddo, con poca acqua e quindi minor impatto ambientale. Un processo all’avanguardia gestito in maniera computerizzata che, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, esalta e migliora il prodotto. La mia famiglia ha percorso una lunga strada,  sempre uniti dall’amore per la terra e per l’olio, la passione della nostra vita.

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